Una famiglia può attraversare momenti nei quali comunicare, comprendersi e affrontare insieme le difficoltà diventa particolarmente complesso.
I cambiamenti nella vita familiare, i conflitti tra genitori e figli, l’adolescenza, una separazione, un lutto, una malattia, difficoltà individuali o importanti eventi di vita possono modificare gli equilibri familiari.
In alcune situazioni il problema sembra riguardare principalmente una persona, ma le sue conseguenze coinvolgono anche gli altri componenti della famiglia.
La psicoterapia familiare offre uno spazio nel quale i membri della famiglia possono incontrarsi con uno psicoterapeuta per comprendere meglio ciò che sta accadendo e osservare le dinamiche relazionali che possono contribuire al mantenimento della difficoltà.
L’obiettivo non è trovare un colpevole.
Il percorso aiuta la famiglia a comprendere meglio le proprie modalità di comunicazione, le emozioni e i comportamenti che si sviluppano nelle relazioni, favorendo una maggiore consapevolezza e la ricerca di nuove modalità per affrontare le difficoltà.
Che cos’è la psicoterapia familiare?
La psicoterapia familiare è un percorso psicoterapeutico che considera la famiglia come un sistema di relazioni.
Ogni componente della famiglia ha una propria esperienza, ma allo stesso tempo è parte di una rete di relazioni nella quale i comportamenti e le emozioni delle persone possono influenzarsi reciprocamente.
Per questo, quando emerge una difficoltà, può essere utile osservare non soltanto il comportamento del singolo, ma anche ciò che accade nelle relazioni familiari.
Durante la terapia possono essere approfonditi:
– modalità di comunicazione;
– conflitti familiari;
– relazione tra genitori e figli;
– ruoli all’interno della famiglia;
– regole e confini;
– aspettative reciproche;
– emozioni;
– cambiamenti nella struttura familiare;
– eventi importanti;
– relazioni tra le diverse generazioni;
– risorse presenti nella famiglia.
La psicoterapia familiare non significa necessariamente che tutta la famiglia debba partecipare a ogni incontro.
La composizione degli incontri viene valutata in base alla situazione e agli obiettivi del percorso.
Quando può essere utile la psicoterapia familiare?
Una famiglia può rivolgersi a uno psicoterapeuta per molte ragioni differenti.
La terapia familiare può essere presa in considerazione, in base alla situazione, quando sono presenti:
– conflitti frequenti tra genitori e figli;
– difficoltà nella comunicazione familiare;
– problemi durante l’adolescenza;
– difficoltà nella relazione tra fratelli;
– cambiamenti importanti nella famiglia;
– separazione dei genitori;
– difficoltà nella gestione della genitorialità;
– eventi traumatici o particolarmente stressanti;
– lutti;
– difficoltà legate a importanti cambiamenti di vita;
– problemi individuali che hanno conseguenze sull’intera famiglia;
– difficoltà a trovare un nuovo equilibrio familiare.
Non è necessario che tutti i componenti della famiglia riconoscano il problema nello stesso modo.
Proprio le diverse prospettive possono rappresentare un elemento importante da comprendere durante il percorso.
Quando il problema riguarda un figlio
Può accadere che una famiglia chieda aiuto perché un figlio sta attraversando una difficoltà.
Per esempio, un bambino o un adolescente può manifestare cambiamenti nel comportamento, difficoltà emotive, problemi scolastici, isolamento, conflitti frequenti o altre forme di disagio.
In questi casi è importante non considerare automaticamente il comportamento del figlio come un problema isolato.
Il terapeuta può aiutare a comprendere la situazione individuale del ragazzo o della ragazza e, allo stesso tempo, osservare le relazioni e il contesto familiare nel quale la difficoltà si manifesta.
Questo non significa attribuire alla famiglia la responsabilità del problema.
Significa considerare la situazione da più prospettive.
Psicoterapia familiare per genitori e figli
La relazione tra genitori e figli può cambiare nel corso della crescita.
Quello che funzionava quando il bambino era piccolo può diventare meno efficace durante l’adolescenza.
Con la crescita aumentano il bisogno di autonomia, il desiderio di indipendenza e l’importanza delle relazioni esterne alla famiglia.
Questo può generare conflitti riguardanti:
– regole;
– orari;
– scuola;
– amici;
– smartphone;
– social network;
– autonomia;
– responsabilità;
– comunicazione;
– aspettative reciproche.
La psicoterapia familiare può aiutare genitori e figli a comprendere meglio il significato dei conflitti e a trovare modalità di comunicazione più funzionali.
Psicoterapia familiare e adolescenza
L’adolescenza rappresenta una fase di importanti cambiamenti.
Il ragazzo o la ragazza attraversa trasformazioni personali, relazionali ed emotive e può avere un crescente bisogno di autonomia.
Contemporaneamente, i genitori devono modificare il proprio modo di esercitare il ruolo genitoriale.
Questa transizione non è sempre semplice.
Possono aumentare discussioni, incomprensioni e difficoltà di comunicazione.
Un percorso di psicoterapia familiare può aiutare la famiglia a comprendere questi cambiamenti e a costruire un nuovo equilibrio tra autonomia del figlio e funzione genitoriale.
Psicoterapia familiare dopo una separazione
La separazione dei genitori rappresenta un importante cambiamento per l’intero sistema familiare.
Anche quando la relazione di coppia termina, la relazione genitoriale continua.
Possono quindi essere necessarie nuove modalità di comunicazione e una diversa organizzazione della vita familiare.
La terapia familiare può offrire uno spazio per affrontare alcuni aspetti del cambiamento, con particolare attenzione alle esigenze dei figli e alle nuove modalità di relazione tra i componenti della famiglia.
Quando appropriato, il percorso può aiutare a distinguere il conflitto di coppia dalle responsabilità genitoriali.
Psicoterapia familiare dopo un evento importante
Una famiglia può attraversare periodi difficili dopo eventi che modificano profondamente la quotidianità.
Possono essere, per esempio:
– un lutto;
– una separazione;
– un trasferimento;
– la nascita di un figlio;
– un cambiamento lavorativo importante;
– una malattia;
– un cambiamento nelle condizioni di vita di un familiare.
Anche quando tutti i componenti cercano di adattarsi alla nuova situazione, possono emergere reazioni molto differenti.
La psicoterapia familiare può aiutare a dare spazio a queste differenze e a comprendere come affrontare insieme il cambiamento.
Cosa fa concretamente lo psicoterapeuta familiare?
Lo psicoterapeuta non si limita ad ascoltare ciò che ogni persona racconta.
Durante gli incontri osserva anche come i membri della famiglia comunicano e interagiscono tra loro.
Può prestare attenzione a:
– chi prende la parola;
– chi tende a rimanere in silenzio;
– come vengono espressi i bisogni;
– come si sviluppano i conflitti;
– come gli altri reagiscono a una determinata persona;
– quali argomenti generano maggiore tensione;
– quali modalità di comunicazione tendono a ripetersi.
Il terapeuta può porre domande, interrompere una dinamica comunicativa quando necessario e aiutare i componenti della famiglia a osservare ciò che sta accadendo durante il colloquio.
L’obiettivo è rendere più comprensibili le dinamiche familiari e favorire nuove possibilità di relazione.
Lo psicoterapeuta familiare decide chi ha ragione?
No.
La terapia familiare non è un processo nel quale il terapeuta stabilisce quale componente della famiglia abbia ragione.
Ogni persona può avere una propria esperienza della situazione.
Il compito del terapeuta è aiutare la famiglia a comprendere le diverse prospettive e le dinamiche che si sviluppano tra i suoi membri.
In questo modo è possibile spostare l’attenzione dalla ricerca del colpevole alla comprensione della relazione.
Come si svolge il primo colloquio di psicoterapia familiare?
Il primo incontro serve principalmente a comprendere la situazione e a conoscere la famiglia.
È possibile parlare:
– del motivo per cui è stato richiesto aiuto;
– delle difficoltà attuali;
– della storia della famiglia;
– degli eventi che hanno modificato l’equilibrio familiare;
– delle relazioni tra i componenti;
– dei tentativi già fatti per affrontare il problema;
– delle aspettative rispetto alla terapia.
Il terapeuta può porre domande ai diversi componenti della famiglia, lasciando spazio alle diverse esperienze.
Non è necessario arrivare al primo colloquio con una spiegazione precisa del problema.
Chi deve partecipare alla terapia familiare?
Non esiste una composizione uguale per tutte le famiglie.
In alcuni casi può essere utile coinvolgere tutti i componenti del nucleo familiare.
In altri può essere più indicato lavorare inizialmente con i genitori, con un genitore e un figlio oppure con altri membri significativi.
La composizione degli incontri può anche cambiare nel corso del percorso.
La scelta viene effettuata in base alla situazione, all’età dei figli, alla difficoltà presentata e agli obiettivi terapeutici.
Tutta la famiglia deve partecipare a ogni seduta?
No.
La psicoterapia familiare non richiede necessariamente la presenza di tutti i componenti durante ogni incontro.
Il terapeuta può valutare, in momenti differenti, quale configurazione possa essere più utile.
Per esempio, può essere significativo un incontro con i genitori, uno con un genitore e un figlio oppure un incontro con l’intero nucleo familiare.
Questa flessibilità permette di adattare il percorso alle caratteristiche della famiglia.
Si parla anche della storia della famiglia?
Sì.
La storia familiare può aiutare a comprendere come si siano sviluppate determinate modalità relazionali.
Durante il percorso possono essere esplorati:
– eventi significativi;
– relazioni tra le generazioni;
– esperienze familiari;
– cambiamenti importanti;
– modalità educative;
– valori trasmessi;
– esperienze che hanno modificato gli equilibri della famiglia.
L’obiettivo non è individuare una causa unica della difficoltà, ma comprendere meglio la situazione attuale.
L’approccio sistemico-relazionale nella psicoterapia familiare
Nel mio lavoro utilizzo un approccio sistemico-relazionale.
Questo approccio considera la famiglia come un sistema nel quale ogni persona è collegata alle altre.
Quando un componente della famiglia cambia, anche le relazioni possono modificarsi.
Allo stesso modo, una trasformazione nelle relazioni può influenzare il comportamento e il vissuto dei singoli.
La psicoterapia sistemico-relazionale cerca quindi di osservare le relazioni, i modelli comunicativi e i contesti nei quali emerge la difficoltà, senza ridurre il problema a una sola persona.
Questo può essere particolarmente utile quando una difficoltà individuale ha ripercussioni sull’intera famiglia o quando il disagio di un componente modifica gli equilibri familiari.
Psicoterapia familiare e sostegno alla genitorialità: qual è la differenza?
Psicoterapia familiare e sostegno alla genitorialità possono avere alcuni aspetti in comune, ma non sono necessariamente la stessa cosa.
Il sostegno alla genitorialità è generalmente rivolto ai genitori e si concentra soprattutto sulle difficoltà legate al ruolo genitoriale, alla relazione con i figli e alle modalità educative.
La psicoterapia familiare coinvolge invece, quando indicato, diversi componenti della famiglia e lavora più direttamente sulle dinamiche relazionali dell’intero sistema familiare.
La scelta dell’intervento dipende dalla situazione specifica.
Psicoterapia familiare e psicoterapia individuale
Anche la psicoterapia individuale e quella familiare possono avere obiettivi differenti.
Nel percorso individuale il lavoro si concentra principalmente sulla persona, anche considerando le sue relazioni significative.
Nella terapia familiare l’attenzione viene maggiormente rivolta alle interazioni tra i componenti della famiglia.
In alcune situazioni può essere indicato un percorso individuale; in altre può essere più utile lavorare con la famiglia.
La valutazione viene effettuata in relazione alla difficoltà presentata.
Quanto dura una psicoterapia familiare?
Non esiste una durata standard.
Ogni famiglia presenta caratteristiche, storia e difficoltà differenti.
La durata del percorso dipende, tra gli altri fattori, dalla situazione, dagli obiettivi condivisi, dalle persone coinvolte e dall’andamento della terapia.
Anche la frequenza degli incontri viene concordata in base alle esigenze della famiglia.
Gli obiettivi possono essere rivalutati nel corso del percorso.
Quando chiedere aiuto a uno psicoterapeuta familiare?
Può essere utile chiedere un supporto professionale quando una difficoltà familiare persiste, genera sofferenza o rende difficile la vita quotidiana.
Alcuni segnali possono essere:
– conflitti familiari frequenti;
– difficoltà nella comunicazione;
– genitori e figli che non riescono più a parlarsi;
– conflitti particolarmente intensi durante l’adolescenza;
– difficoltà dopo una separazione;
– cambiamenti familiari difficili da gestire;
– un evento che ha modificato profondamente l’equilibrio familiare;
– difficoltà di un figlio che coinvolgono l’intera famiglia;
– tensioni ricorrenti tra diversi componenti della famiglia.
Non è necessario aspettare che la situazione diventi insostenibile.
Un primo colloquio può essere utile per comprendere meglio ciò che sta accadendo e valutare quale tipo di percorso possa essere indicato.
Domande frequenti sulla psicoterapia familiare
Che cos’è la psicoterapia familiare?
È un percorso psicoterapeutico che considera la famiglia come un sistema di relazioni e lavora sulle modalità con cui i suoi componenti comunicano e interagiscono.
Quando è utile la terapia familiare?
Può essere utile in presenza di conflitti familiari, difficoltà di comunicazione, problemi nella relazione tra genitori e figli, difficoltà durante l’adolescenza o cambiamenti che hanno modificato l’equilibrio della famiglia.
Tutta la famiglia deve partecipare?
Non necessariamente. La composizione degli incontri viene valutata in base alla situazione e può cambiare nel corso del percorso.
La psicoterapia familiare è adatta anche agli adolescenti?
Può essere indicata in alcune situazioni in cui le difficoltà dell’adolescente hanno ripercussioni sulla vita familiare o sono inserite in dinamiche relazionali che è utile comprendere.
Lo psicoterapeuta familiare dà ragione a qualcuno?
No. Il terapeuta non assume il ruolo di giudice. Aiuta i diversi componenti della famiglia a esprimere le proprie prospettive e a comprendere le dinamiche relazionali.
Qual è la differenza tra terapia familiare e sostegno alla genitorialità?
Il sostegno alla genitorialità si concentra principalmente sul ruolo dei genitori e sulla relazione educativa con i figli. La psicoterapia familiare lavora invece maggiormente sulle dinamiche relazionali dell’intero sistema familiare.
Quanto dura una psicoterapia familiare?
Non esiste una durata standard. Il percorso viene definito in base alla situazione, agli obiettivi e all’andamento della terapia.
È possibile svolgere terapia familiare online?
In determinate situazioni è possibile valutare incontri online. L’opportunità di questa modalità dipende dalle caratteristiche della famiglia e del percorso.
Come posso iniziare una psicoterapia familiare a Bologna?
Puoi contattare la Dott.ssa Cristina Gentile per ricevere maggiori informazioni e valutare la possibilità di fissare un primo colloquio presso lo studio di Bologna o, quando appropriato, online.
Uno spazio per fermarsi, comprendere e ritrovare nuove possibilità
Sono la Dott.ssa Cristina Gentile, Psicologa a Bologna.
Offro percorsi di consulenza e sostegno psicologico rivolti ad adulti, giovani adulti, coppie e famiglie.
Nel mio lavoro accompagno le persone che stanno attraversando momenti di difficoltà, cambiamento o disagio, offrendo uno spazio di ascolto e confronto nel quale poter comprendere meglio ciò che sta accadendo.
Ricevo a Bologna, in Via di Corticella, 181/3 ed online, previo appuntamento.